Archivio per Categoria News

DiPaolo Nuzzi

Il Direttore del Corso di Musicoterapia del Conservatorio di Mantova accorda il suo contributo al “Dossier Documentazione Sociosanitaria Partecipata”

Il direttore del corso di Musicoterapia  del Conservatorio di Mantova, dott. Livio Claudio Bressan, medico plurispecialista e neurologo al Bassini di Milano, nonché musicista pluridiplomato in Conservatorio e quest’anno insignito del prestigioso premio “Rosa Camuna”, conferitogli dalla regione Lombardia per meriti medico/scientifici per l’applicazione di terapie complementari, tra cui la Musicoterapia, ai pazienti affetti da Parkinson ed Altzheimer, approva l’operato del CUM per il riconoscimento della figura professionale del/ della Musicoterapista in ambito sociosanitario e accorda il   contributo del Conservatorio di Mantova al “Dossier Documentazione Sociosanitaria Partecipata”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONSIGLIO UNITARIO DEI MUSICOTERAPISTI ITALIANI-CUM-SANITA’

REGISTRATO ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE – DIREZIONE PROVINCIALE 1 DI ROMA – UFFICIO TERRITORIALE DI ROMA 2 AURELIO

 

N.8143   SERIE 3    DATA   12-10-2016 – CODICE FISCALE     97906320581

 

 

 

 

 

 

DiPaolo Nuzzi

I “creativi” della legge 4/2013 ROLANDO P. MANCINI – già operatore presso l’Opera “Don Guanella” di Roma

La legge 4 del 2013 fu approvata di corsa, all’ultimo istante del Governo Monti, per facilitare il miglioramento organizzativo delle professioni  emergenti, escludendole però tassativamente dall’area sanitaria ( ricordo inoltre a tutti la deliberazione del febbraio 2013 approvata dalla Conferenza Stato-Regioni su proposta dell’allora Ministro Balduzzi ).

Dopo 5 anni dall’entrata in vigore e dall’applicazione incontrollata di detta legge, dobbiamo però constatare l’esistenza di un enorme numero di “nuovi professionisti” pseudosanitari, che INVECE DI PROCEDERE CON UNA RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO AL MINISTERO DELLA SALUTE, si auto-referenziano come tali, utilizzando subdolamente la legge 4 per esercitare attività a volte di rilievo, ma in taluni casi di pessimo livello.

Vedasi ad esempio una inchiesta di Nadia Toffa delle “Iene”, che cito a margine, e la propaganda di  uno dei tanti, infiniti corsi, che promettono la possibilità di esercitare una professione con il suffisso “terapia”.

La legge 4/2103 rimanda anche alle cosiddette NORME UNI ( che andrebbero elaborate nel rispetto delle normative legislative di settore ) , che dovrebbero stabilire alcune regole tecniche (non obbligatorie) per i nuovi professionisti .

Il fatto è che le cosiddette NORME UNI sono state emanate anche per professioni con il suffisso “terapia”  da commissioni composte da esponenti delle associazioni dei professionisti interessati , ponendo nei corsi necessari per ottenerle spesso contenuti squisitamente sanitari.

Che significa ciò?

Significa che talune associazioni comunicano subliminalmente, nelle loro pubblicità, la possibilità di poter fare “terapia” frequentando il loro corsi, con possibili ricadute negative sui corsisti e sull’utenza.

Mi chiedo, e chiedo a chi di dovere, stante questa situazione, se non sia giunto il momento, non più rinviabile, di rivedere, revisionare, migliorare detta legge 4 del 2013, dando al Ministero reali strumenti di controllo e intervento, perché tanti giovani cercano ovviamente di entrare nel mondo sanitario in modo originale con “certificazioni creative” di ogni tipo, auto qualificandosi, per quello che arbitrariamente dicono di essere, citando, sul proprio curriculum: “in base alla legge 4 del 2013”, e ritrovandosi poi anche beffati dalla assenza di sbocchi occupazionali.

Ossequi.
 
Inchiesta Iene: Le false cure che non guariscono
(Dopo il minuto 13,30 la fattucchiera afferma che “glielo permette la legge 4 del 2013”, e nessuno smentisce….)

PRIMO ESEMPIO                  

           https://www.afiw.it/corsi-regionali/musicoterapista/ 

    

                          SECONDO ESEMPIO

 http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-cancro-le-false-cure-che-non-guariscono_764851.html      

 

 

DiWebmaster

Comunicato nr. 0

Il 12 ottobre 2016 è nato il “Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la Professione Sociosanitaria”,  un movimento per il riconoscimento.

Il nucleo dei soci fondatori è costituito da musicoterapisti attivi a tempo pieno presso strutture pubbliche e private, presenti nei settori sanitari, socio – assistenziali ed educativi , e da un rappresentante degli studenti.
La finalità è di raccogliere documentazione, raccordare tra loro i professionisti attivi sul territorio nazionale e promuovere contatti con le Istituzioni, con lo scopo ultimo di  ottenere il riconoscimento della figura professionale del Musicoterapista

Di fatto la figura del musicoterapista è già  presente e spesso ben radicata in varie realtà educative, riabilitative e terapeutiche, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato.

Pertanto si ritiene necessaria una regolamentazione dell’esistente, in primo luogo a garanzia dell’utenza e della committenza, ma anche a garanzia della valorizzazione di tanto lavoro clinico e di ricerca svolto negli anni dagli operatori di musicoterapia che sono riusciti ad inserirsi nel tessuto istituzionale, considerando il lavoro di chi è riuscito ad operare sul campo inserendosi nei servizi esistenti ed impostando, insieme alla pratica clinica quotidiana, anche lavori di ricerca scientifica.

Ci rivolgiamo a tutti per chiedere un coinvolgimento finalizzato ad un percorso di riconoscimento del nuovo profilo professionale che potrebbe essere configurato nel ruolo socio sanitario, applicando una normativa già presente. Il musicoterapista, di fatto, già opera in ambito sanitario svolgendo un’attività professionale analoga a quella di altre figure già previste quali l’educatore professionale, il terapista occupazionale, il logopedista e simili.

Siamo consapevoli che il confronto costante con soggetti fortemente colpiti nel proprio funzionamento personale e sociale (fisico, psichico e psicofisico), richiede necessariamente l’acquisizione di strumenti tecnici utili alla gestione delle dinamiche del singolo, della famiglia e del gruppo.

Il nostro intento è quello di aprire una nuova fase della ricerca applicata in riabilitazione e prevenzione, aperta alla definizione della figura professionale sociosanitaria , nel rispetto dell’utenza e delle professionalità, e coronare un percorso trentennale che ha visto coinvolti numerosi centri socio-sanitari in ambito inter-infra-transdisciplinare

Siamo naturalmente disponibili a proporre ad una commissione tecnica unitaria i nostri contributi in merito alla definizione, all’interno del ruolo sociosanitario, del profilo professionale del musicoterapista; siamo inoltre disponibili a contribuire alla definizione delle norme transitorie che consentirebbero una sanatoria della situazione esistente che vede, lo ripetiamo, molti professionisti attivi da tempo in strutture sanitarie presenti sul territorio nazionale.

DiWebmaster

Comunicato Direttivo CUM

Il Direttivo CUM-SANITA’, alla luce della legge  del 3 gennaio 2018

– considerando la possibilita’ di inserimento nell’area sociosanitaria della professione

– preso atto dell’auspicio della categoria a candidarsi nel settore

– in continuita’ con la storia della categoria, lo stato della ricerca scientifica e la settorialita’   educativa, riabilitativa e terapeutica

– nel rispetto e necessita’ di collaborazione tra tutte le  musicoterapiste ed i musicoterapisti , nell’ottica di un costante progredire e in un coordinamento solidale e virtuoso

-in base alla propria declaratoria “per la professione sociosanitaria”

ha richiesto immediatamente dopo l’approvazione della legge alle autorita’ preposte  di conoscere le procedure di candidatura della categoria .

Nel contempo ha avviato contatti di conoscenza con scuole ed associazioni di settore nell’auspicio di una raccolta comune di documentazione  e nel rispetto delle autonome impostazioni e rappresentatività.

Il CUM-SANITA’ fa appello a tutte le associazioni ed i colleghi indistintamente, invitando tutti  a partecipare alla elaborazione della documentazione scientifica necessaria alla procedura, sollecitando tutte e tutti  a concentrarsi su cio’ che unisce.

Il CUM-SANITA’  conferma il sistema duale della professione, educativo e clinico, senza classificazioni di superiorita’ di un settore sull’altro,  nel rispetto della normativa sulle professioni sanitarie e sociosanitarie.

Il CUM SANITA’ comunica inoltre  la determinazione a procedere in quanto affermato anche di fronte a comportamenti confusi o contraddittori .

Il CUM-SANITA’  intende infine proteggere le formazioni acquisite dei colleghi/e e le scuole esistenti attraverso la proposta e la deliberazione di norme transitorie e possibili convenzioni con le Universita’.

Il CUM-SANITA’  infine prevede di istituire una commissione tecnica composta da personalita’ del mondo scientifico e da esperti legislativi.

CUM – SANITÀ
Roma 3 maggio 2018