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DiPaolo Nuzzi

Relazione del Presidente del CUM SANITA’ Rolando Proietti Mancini al Convegno del 15 Settembre presso Centro di riabilitazione “Ico Salus Sorriso sul mare” (Formia)

“I risvolti sociali dell’intervento terapeutico riabilitativo”

 

Premessa da scenario

 

 

 

 

Sono , per il mio ruolo di cofondatore del Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria CUM-SANITA’ , sommerso da attività di stupenda animazione musicale , musica IN terapia , musica di ambiente , musica di coccolamento , musica funzionale diffusa generalmente accompagnata dalla bellissima frase :-“La musica fa bene”.
Ora , nel massimo rispetto della funzione sociale , coinvolgente , comunicativa , umana , etc. , della musica in generale ,  rispettosamente mi permetto di osservare che la musica può anche essere usata negativamente ( ricordate Arancia Meccanica e Qualcuno volò sul nido del cuculo? ) o per indurre stati d’animo artificialmente. Non credo che la sommatoria ” musica più medico ” significhi terapia ; mi sembra che la musica abbia molte valenze in un contesto adeguato , collegata alla cultura del contesto . Non credo che la musica abbia una dimensione nobile allorché viene utilizzata per indurre stati d’animo , come fosse una pillola. La presenza della musica o della danza in un reparto ospedaliero o in un centro di riabilitazione è potente come impatto , ma a volte rischia di essere un vaso fiorito in una casa malandata. La descrizione di un’esperienza simile suscita generalmente nell’osservatore ammirazione ed emozione , come una parete colorata in un reparto pediatrico , ma ciò non basta a definire l’evento terapeutico. La terapia quando avviene in un contesto corale , condiviso , empatico , ha una musica interna già di per sè.
In contesti disarmonici e scoordinati è innegabile verificare che la musica armonica proposta da professionisti formati ha a volte il potere di agire da contenitore positivo , ma in generale non è la musica che conta ma il musicoterapista , non è il mezzo ma il modo. Per questo non sono del parere di chiamare terapia la musica o la danza quando si svolge in un contesto sanitario. La musicoterapia , per l’esperienza di tutta una vita , è un’altra cosa ; non è musica più terapia ma è musica come terapia , è un incontro tra il mondo della musica e quello della terapia , che non restano uguali a se’ stessi ma cambiano qualcosa entrambe. E’ una terza cosa che crescerà nel rispetto e nella differenza con la musica ( o la danza) IN terapia.

 

 

Ora vediamo il panorama legislativo generale

 

 

A livello normativo l’importanza di interventi rivolti alla persona nella sua globalità è sancita sia dalla L. 328/2000 che dalla L. 833/78. La legge 328/2000 ha affrontato il tema dell’integrazione socio-sanitaria in diversi articoli:

  • 3; ” […] Programmazione e organizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali secondo i principi dell’integrazione con i servizi sanitari […]”
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  • 18; “[…] Il piano nazionale indica le modalità di attuazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e le azioni da integrare e coordinare con le politiche sanitarie […]”
  • 19; La legge prevede che le attività socio-sanitarie siano considerate nei piani di zona PDZ e nella programmazione sanitaria. Le attività socio-sanitarie devono essere programmate da Comune e ASL congiuntamente e espresse nei PDZ e nei programmi delle attività territoriali dei distretti sanitari.
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L’integrazione socio sanitaria richiama l’attenzione al benessere globale dell’individuo, anche in base alla nuova idea di salute dell’OMS, concepita come un insieme di benessere fisico, psichico e sociale. I problemi presentati dalle persone comprendono spesso componenti sanitarie e sociali: pensiamo alle difficoltà delle persone disabili, agli anziani non autosufficienti, alle persone con patologia di HIV, alle giovani madri sole, alle patologie cronico-degenerative, alla tossicodipendenze e alle patologie psichiatriche.

Nel servizio sociale i principi di unitarietà e integrità della persona guardano alla persona come a un’unità complessa, rifuggendo da ogni settorializzazione e frammentazione.

L’integrazione socio-sanitaria avviene a diversi livelli:

  • istituzionale; ci si riferisce alla collaborazione tra diverse istituzioni quali ASL, Comune, Regione che danno luogo a consorzi e unioni approvando piani integrati per raggiungere obiettivi comuni suddividendosi la responsabilità. Gli strumenti giuridiciche vengono utilizzati sono gli accordi di programma, le deleghe, le convenzioni.
  • gestionale;ci riferiamo a una metodologia di lavoro per progetti. All’interno del distretto e nei servizi si individuano configurazioni organizzative utili per garantire un efficace svolgimento delle attività: équipe multi professionale, gruppi di lavoro.
  • professionale;si fa riferimento al lavoro di operatori sociali e sanitari che integrano competenze e abilità all’interno di équipe multi professionali quali le Unità Valutazione Geriatrica (U.V.G.)
  • e le Unità Valutazione Handicap (U.V.H.).

La definizione di prestazioni socio-sanitarie è offerta dal D. Lgs 229/99 art. 3 septies che le definisce “Attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione”. Le prestazioni socio-sanitarie comprendono:

  • prestazioni sanitarie a rilevanza sociale; sono assicurate dall’ASL e comprese nei LEA (prevenzione, promozione della salute..)
  • prestazioni sociali a rilevanza sanitaria; sono di competenza del Comune ( assistenza domiciliare per persone non autosufficienti; inserimento sociale di persone disabili; …)
  • prestazioni socio-sanitarie a integrazione sanitaria;sono assicurate dall’ASL e comprese nei Livelli essenziali di assistenza (LEA)
  • – Si tratta di prestazioni con un’alta intensità della componente sanitaria. Riguardano prevalentemente le aree materno infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche, patologie da infezioni per h.i.v.

Rappresenta luogo privilegiato dell’ ISS , integrazione socio-sanitaria la porta unica di accesso o punto unico di accesso, PUA . Si tratta di una modalità organizzativa dell’accoglienza la cui importanza è sostenuta anche nel Piano Nazionale degli interventi e servizi sociali 2001-2003. Il PUA è finalizzato a realizzare l’accesso unificato al sistema integrato di interventi e servizi. La programmazione e gestione della PUA vanno concordate da ASL e ente locale al fine di realizzare percorsi integrati per la persona evitandole continui spostamenti. L’accoglienza e la valutazione del bisogno è integrata a multidimensionale.

L’integrazione socio sanitaria è pertanto un mezzo per raggiungere traguardi impegnativi la cui attuazione sul territorio nazionale è però disomogenea. Al fine di offrire servizi integrati, inoltre, non è sufficiente inserire il professionista in ogni servizio, ma è fondamentale che non solo i professionisti, ma le prestazioni, spesso di competenza di enti differenti, siano integrate.

 

 

 

CONSIDERAZIONI

 

 

La legge da noi auspicata e realizzata il 22 dicembre 2017 e nota come Legge Lorenzin , come è noto , ha attivato l’area delle professioni sociosanitarie ed il Cum sta operando attivamente per procedere in una fase amministrativa complessa determinata dai cambiamenti del personale politico.

Le iniziative di alcuni colleghi   si sono collocate imprudentemente nell’area della legge 4 del 2013 , creando confusione tra il ruolo pedagogico ed il ruolo terapeutico ; in conseguenza di cio’ attualmente possiamo verificare l’esistenza di fatto di un  sistema  basato su due aree musicoterapiche , l’una ” pedagogica ” e l’altra clinica .

Nella nostra area , quella clinica , come sappiamo  è possibile individuare campi di intervento nei settori psichiatrico , della disabilità , della tossicodipendenza , in molteplici reparti ospedalieri , nelle patologie della comunicazione ,   in moltissimi altri settori del disagio  , sempre  all’interno delle équipes psico-medico-pedagogiche. Ciò colloca il musicoterapista clinico come evidenziato nell’area delle professioni sociosanitarie.

La nuova area delle professioni sociosanitarie ha inizialmente , è noto ,  al suo interno l’OSS , l’educatore professionale , il sociologo e l’assistente sociale , professioni che nelle intenzioni del legislatore collaborano all’interno dei piani riabilitativi di struttura ognuna con le sue specificità , coordinati e  supervisionati dalla  direzione sanitaria  responsabile .    Il musicoterapista clinico porterà auspicabilmente  il suo contributo originale ed innovativo  sia con sedute individuali che di gruppo , sia direttamente  in aree  istituzionali che  nei contesti  sociali del disagio    ,   sempre all’interno di équipes psico –medico-pedagogiche.

Tutto questo comporta come stiamo comprendendo un grosso lavoro per ora documentale e successivamente anche di elaborazione del profilo ed infine del corso di studi , che richiederà la novità culturale-tecnico-amministrativa determinata dall’incontro del mondo musicale con il mondo scientifico.

 

 

 

Rolando P Mancini, presidente Cum Sanita’

 

 

DiGiovanna Berna

Comunicato Stampa Convegno 15 settembre 2018

 

Comunicato Stampa

 

II Convegno Nazionale MUSICOTERAPIA Terapeutico/Riabilitativa e Sociale

La Struttura Sorriso Sul Mare ospiterà anche quest’anno, come già nel 2017, il II Convegno Nazionale di Musicoterapia del CUM (Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani). Il convegno avrà luogo il 15 settembre p.v,  presso la Struttura in Via Appia Nuova 72 a Formia dalle ore 9.30 alle ore 13.30 grazie alla disponibilità della Famiglia Sarra rappresentata oggi nella persona di Jolanda Sarra, che, nella continuità dei principi della famiglia (cura particolare dei degenti), crede fermamente nella validità di questi trattamenti. Sono infatti molti anni che questo tipo di attività viene svolto presso la struttura.

 

All’avvenimento saranno presenti la Dott.ssa Jolanda Sarra (Socia Onoraria CUM) insieme a buona parte della dirigenza della Sorriso Sul Mare, i vertici del CUM  rappresentati tra gli altri dal PresidenteDott. Rolando Proietti Mancini e alcune cariche istituzionali.

 

Il Convegno si propone di presentare e mettere a confronto le Esperienze di Musicoterapia, di illustrare i risvolti sociali dell’intervento terapeutico-riabilitativo, fare il punto sullo stato dell’arte del percorso di riconoscimento della figura del Musicoterapista e delle prospettive in funzione delle novità legislative sulle professioni Sanitarie e Sociosanitarie. Verranno affrontate le problematiche inerenti la prevenzione e l’assistenza sanitaria nel trattamento del Paziente e gli aspetti emozionali nella relazione musicoterapica e tra gli altri argomenti gli aspetti legati all’esibizione in pubblico delle persone con disabilità.

 

È il secondo convegno che viene ospitato presso Sorriso sul Mare e fa seguito a quello effettuato lo scorso anno, durante il quale i principi del CUM e della struttura hanno affinato le sinergie e sviluppato gli intenti comuni. L’intervento musicoterapico è destinato in prima istanza agli ospiti della struttura stessa, ma l’auspicio è che lo stesso possa essere adottato e replicato sempre di più presso gli altri istituti psichiatrici.

 

 

 

 

 

DiPaolo Nuzzi

lettera agli studenti

Gentile studentessa , studente,

Ragioniamo.

In questo periodo storico che si prolunga ormai da trent’anni, in Italia si sta sperimentando di tutto, per quanto riguarda la musicoterapia. E mentre si sperimenta, ci si confronta, sia sul piano scientifico, epistemologico,  istituzionale che giuridico. I legislatori ci osservano e vedono che molte realtà (associazioni e singoli) svolgono attività di musicoterapia e attività di formazione in musicoterapia, usando metodi (nel primo caso) e indirizzi (nell’altro) ben diversi; per cui essi stessi sono disorientati e non si decidono ad accogliere istanze di riconoscimento, specialmente se esse riguardano i segmenti professionali della filiera della salute. Finché non troveremo l’unità nelle procedure di ricerca, di prassi e di formazione professionale, non approderemo a nulla.

Nel frattempo molti colleghi fanno interventi di musicoterapia sotto mentite spoglie; altri, come nel mio caso, si sono messi addosso un’associazione; il sottoscritto presidente del CUM-Sanità, ha svolto questa professione come musicoterapista in un centro di riabilitazione convenzionato con la Regione Lazio.

La formazione è, si sa, sia pubblica che privata. La pubblica è gestita dal Miur, l’esercizio delle professioni è gestito dal Ministero di giustizia che nel nostro caso si coordina con il Ministero della salute. Fare un corso può essere lecito , ma non ha nulla a che vedere con l’esercizio della professione.

Moralmente ritengo che la cosa vada comunicata o, quantomeno, chiarita. Se ci fosse stato il riconoscimento della professione non esisterebbe il CUM-Sanità che sta operando proprio per ottenerlo.

La legge 4 non abilita all’esercizio della professione ma cerca di ordinare il mondo delle associazioni non organizzate  escludendo l’area sanitaria , che compete alle professioni riconosciute che trova nel sito del Min. della Salute. Un corso anche ottimo non abilita all’esercizio di una professione con al suo interno la parola terapia. Per approfondire consulti www.musicoterapista.it , il movimento per il vero riconoscimento.

Esistono, inoltre, dei master approvati dai conservatori. Il problema  non è nelle competenze messe in campo dalla docenza dei master ma è tutto istituzionale.

Le eccezioni che si possono sollevare sono molte, riguardo il riconoscimento e la riconoscibilità del titolo rilasciato.

Non voglio tediarti citando leggi dello Stato e decreti Miur ma ti assicuro che:

1- la Musicoterapia in Italia non è riconosciuta e quindi non esiste percorso formativo riconosciuto nè possibilità di rilasciare un diploma, ma solo un attestato. Il diploma può essere rilasciato solo dopo percorsi formativi inseriti negli ordinamenti didattici e assegnati ai settori delle discipline mediche o psicologiche o conservatoriali;

2- Non può essere riconosciuto nessun percorso formativo che non abbia le succitate caratteristiche neanche se condotto da un istituto legalmente riconosciuto come può essere l’Università o il Conservatorio, in quanto il corso non potrebbe essere abilitante all’esercizio della professione sociosanitaria del musicoterapista clinico perché tale professione non è ancora stata istituita e legalizzata.

3- nell’allegato dei bandi ci sono spesso parecchie imprecisioni. Una fra tutte è l’asserzione che il professionista che uscirebbe dal master sarebbe tutelato dalla legge 4/2013. Niente di più inesatto, in quanto, come affermato nelle premesse, quella del musicoterapista è una professione sociosanitaria e tutte le professioni che interagiscono con le patologie  non possono essere garantite dalla legge 4 ma debbono essere garantite da pubblici elenchi depositati presso il Ministero della Salute e non presso il Ministero dello  Sviluppo Economico come lo sono le professioni che hanno aderito alla legge 4/2013.

  1. Vi è il CUM-Sanità (cumsanita@gmail.com) che sta perseguendo il percorso del riconoscimento della professione con il decreto cosiddetto “Lorenzin” che ha riattivato la Legge 328/2000 denominando il professionista come “Musicoterapista Clinico” e quindi ha inserito una nuova professione.
  2. Altra contraddizione evidente è quella in cui, mentre si definisce quella del musicoterapista una professione che fa interventi terapeutici e riabilitativi (professione sanitaria), si afferma talvolta che è “riconosciuta ” dalla Regione (le Regioni non possono riconoscere professionalità sanitarie – ci sono molte sentenze ed enunciati ministeriali a riguardo) e garantita dalla legge 4/2013 (anche qui ci sono svariati enunciati dei vari ministri della Salute che negano questa garanzia perché confermano nel contempo che la musicoterapia è una professione sanitaria)

Dopo questa succinta premessa posso dire che ben vengano le sperimentazioni delle Università e dei Conservatori, ma il Biennio di Specializzazione in Musicoterapia può essere istituito soltanto se il Biennio va a completare una laurea magistrale in musicoterapia specializzandola e questa non può essere istituita se prima non si istituisce il triennio formativo di base in Musicoterapia il quale ultimo naturalmente potrebbe soddisfare anche chi intende lavorare con la musicoterapia in un settore che non sia clinico (legge 4/2013).

Tieni però sempre presente ciò che ho detto e mettiti in contatto, se vuoi, con il CUM Sanità. Ti aspettiamo.

Rolando Proietti Mancini.

Presidente CUM Sanità.

DiGiovanna Berna

Verbale incontro CUM/CEP

  Verbale Incontro Cum-Sanità – Consiglio di Direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi

In data 21 luglio 2018 si è tenuto in Assisi un incontro tra il Consiglio di direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia nelle persone di Laura Castaldo, Leonello Conficoni, Teresa De Angelis e Pio Enrico Ricci Bitti e le rappresentanze del Cum-Sanità, Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria, nelle persone del Presidente Rolando Proietti Mancini e del Tesoriere Francesco Pirone.

In prima istanza il Presidente del Cum ha relazionato sul percorso, effettuato dalla associazione, per la richiesta alle autorità competenti dell’attivazione dell’area delle professioni socio-sanitarie, dettagliando sulla necessità di predisporre una adeguata documentazione sulla realtà della professione del musicoterapista come da richiesta ministeriale. Nel contempo il Presidente di Cum-Sanità ha richiesto a questo scopo la adesione all’iniziativa da parte del Corso di Assisi, in considerazione del ruolo svolto negli ultimi decenni nell’ambito della formazione dei musicoterapisti.

Ricci Bitti, a nome del Consiglio di Direzione , ha sottolineato il ruolo prettamente formativo del Corso di Assisi, indicando l’opportunità che l’iniziativa proposta si basi prevalentemente sulle realtà professionali esistenti in Italia, individuando come interlocutori privilegiati i professionisti e le organizzazioni professionali che aggregano i professionisti della musicoterapia che già operano in ambito socio-sanitario; egli ha riconosciuto le oggettive difficoltà che rendono problematico il percorso di attivazione dell’area delle professioni sociosanitarie (fra cui quella del musicoterapista) e, a nome del Corso di Assisi, ha manifestato l’interesse del Corso stesso per l’iniziativa proposta da Cum-Sanità, manifestando la disponibilità a partecipare alla raccolta della documentazione sopra menzionata, per quanto possibile ad una istituzione che si occupa di formazione, nel rispetto delle tutele dei diritti degli autori di tale documentazione.

Ringraziando per il sostegno mostrato dalla Scuola di Musicoterapia di Assisi, Rolando Proietti Mancini, a nome del Cum-Sanità, ha garantito che ogni documento utilizzato allo scopo sarà protetto dalle norme vigenti e che la documentazione sarà presentata alle autorità competenti non come Cum-Sanità ma come Documentazione Sociosanitaria Partecipata nel rispetto delle Associazioni (fra cui l’AIM) e delle Scuole partecipanti, con riferimento esplicito della provenienza.

Per il Consiglio di Direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi

Pio Enrico Ricci Bitti

Per il Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria

Rolando Proietti Mancini

Assisi, 21 luglio 2018

DiGiovanna Berna

Dialogo Corso di Musicoterapia di Assisi/CUM Sanità

Il giorno 20 luglio 2018 il Presidente CUM Rolando Proietti Mancini ed il Tesoriere CUM Francesco Pirone hanno realizzato una serie di colloqui con la Direzione e gli Studenti della Scuola Quadriennale di Musicoterapia della “Pro Civitate Christiana” di Assisi attraverso due fasi:

 

  • Assemblea con gli allievi del quarto anno, durante la quale Rolando Proietti Mancini e Francesco Pirone hanno esposto la situazione legislativa ed i recenti sviluppi in merito;

 

  • Incontro con la direzione del Corso, durante la quale gli stessi hanno proposto un’ampia collaborazione nella realizzazione del “Dossier Documentazione Sociosanitaria Partecipata”.

 

In merito a quest’ultimo punto è stato raggiunto un accordo di condivisione e di costruttiva disponibilità ad operare insieme.

Nel breve periodo la Direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi comunicherà ufficialmente le modalità della propria partecipazione.

 

Il Presidente Rolando Proietti Mancini

Il Tersoriere Francesco Pirone

 

DiGiovanna Berna

Audizione Regione Campania/Cum Sanità

Il 17 Luglio 2018 il Presidente Rolando Proietti Mancini e la Vicepresidente Stefania Fusco hanno realizzato una seconda audizione regionale, dopo quella della Lombardia gestita dalla coordinatrice CUM per il Nord Marta Mistrangelo, con la Commissione Sanità della Regione Campania, alla presenza del Presidente della Commissione e del Consigliere Francesco Borrelli.

Sono stati sviluppati i seguenti argomenti:

-esposizione della professione

-approfondimento fase legislativa

-condizione ed agibilità degli operatori

Si è stabilito un rapporto di consultazione nel quale la Commissione Sanità della Regione Campania ha dichiarato il sostegno al percorso in atto richiedendo al CUM Sanità l’inoltro costante di aggiornamenti, nella prospettiva, laddove necessario, di un sostegno costruttivo e comunicando l’attenzione e la disponibilità a sostenere il percorso del riconoscimento sociosanitario nell’ambito delle possibilità e compatibilità regionali.

Il Presidente Rolando Proietti Mancini

La Vicepresidente Stefania Fusco

 

 

 

DiGiovanna Berna

Dialogo AIM/CUM

Verbale dialogo AIM/CUM
Il giorno 12 giugno 2018 alle ore 18.30 si sono incontrate:
Mariagrazia Baroni Presidente AIM
Marinella Maggiori Vice Presidente AIM
Stefania Fusco Presidente in Pectore CUM-Sanità
Marta Mistrangelo Referente Nord CUM-Sanità
Giovanna Berna Coordinatrice Scientifica CUM-Sanità .

Le partecipanti hanno conferito, si sono confrontate ed hanno condiviso l’importanza di questo momento storico fondamentale aperto dal DDL Lorenzin che vede la possibilità di inserimento della figura professionale del/della Musicoterapista nell’area Sociosanitaria.

Il CUM- Sanità, che con la propria richiesta di informazioni ha di fatto attivato la procedura presso il Ministero della Salute, procedura che richiede una consistente raccolta di documentazione finalizzata alla costituzione di un “Dossier – Documentazione Sociosanitaria Partecipata”, ha presentato e illustrato all’AIM il lavoro che sta svolgendo per la raccolta di questa documentazione, che è auspicata in collaborazione con tutte le realtà italiane ed i singoli/e che vorranno aderirvi e sarà’ consegnata al Ministero competente.

Avendo inoltre precisato che le attività di altri colleghi/e circa raccolte di documentazione sono estranee alla attuale attività promossa da CUM-Sanità , finalizzata unicamente al riconoscimento Sociosanitario in ambito ministeriale, si è preso atto favorevolmente che il dialogo AIM e CUM prosegue.
Tale confronto si rinforza sul terreno di una fattiva collaborazione per la formazione del “Dossier-Documentazione Sociosanitaria Partecipata” da presentare al Ministero della Salute, a cui AIM accorda la propria approvazione e partecipazione.

Mariagrazia Baroni Presidente AIM
Marinella Maggiori Vice Presidente AIM
Stefania Fusco Presidente in Pectore CUM -Sanità
Marta Mistrangelo Referente Nord CUM – Sanità
Giovanna Berna Coordinatrice Scientifica CUM – Sanità

DiGiovanna Berna

Musicoterapia ed Inclusione

Musicoterapia ed inclusione
Parlare di Musicoterapia ed inclusione appare sin da subito un pleonasmo.
La Musicoterapia è inclusione.
Presumere di entrare, attraverso il mezzo sonoro,  in una relazione terapeutico/riabilitativa,  in una relazione di aiuto, in una relazione che faciliti e promuova l’espressione di sé, la comunicazione con l’altro, l’integrazione di tutti e tutte  fra tutti e tutte,  pensando che qualcuno possa esserne  escluso è, appunto, un atto di presunzione.
L’articolo n.4 dello statuto del Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la Professione Sociosanitaria recita quanto segue:

Art. 4

“L’Associazione non persegue fini di lucro, è apartitica, aconfessionale, indipendente e sostiene la difesa dei diritti civili , della pace, della cooperazione tra i popoli contro ogni forma di emarginazione, razzismo e coercizione dei più deboli.”

Questo articolo non contiene semplici indicazioni generiche, ma un preciso impegno, professionale, sociale  ed umano.
Professionale, perché io sono Musicoterapista e sono solidale, con la sofferenza, con la  diversità, con chi è emarginato, stigmatizzato, escluso.
Sociale, perché abito nel mondo e lo devo  condividere  con ogni altro essere umano, perché non è mia la terra, non sua, non è “loro”, ma di noi tutti che, insieme, la calpestiamo.
Umano, perché non smetterò questa veste con l’orario di lavoro, ma la indosserò sempre, sarà la mia pelle, non la mia veste, in ogni istante della mia vita.
Io sono Musicoterapista e sono solidale, e sono  consapevole, devo essere consapevole,  che davanti a me c’è sempre un altro essere umano.
Noi Musicoterapiste e Musicoterapisti siamo chiamati a prendere una precisa posizione contro il razzismo.
Non sto parlando di politica, il razzismo non è politica, non è proposta per la convivenza civile, non è libertà di pensiero.
Sicuramente  è un reato contro l’articolo n.3 della costituzione italiana che dice:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Ma anche in ogni altro  luogo del mondo, non solo in Italia, il  razzismo è soprattutto una  gravissima e colpevole violazione dei diritti umani.
Viviamo un oscuro tempo in cui il razzismo, in tutte le sue ripugnanti forme, tenta,  strisciando, di addormentare le nostre coscienze, di atrofizzare i nostri pensieri,  inaridire le nostre anime, rendere insensibili i nostri cuori,  seppellire la nostra umanità.
Io sono Musicoterapista e la mia coscienza deve vigilare sempre sulle azioni che compio nei confronti dell’altro sofferente;
io sono Musicoterapista e i miei pensieri devono potersi tradurre in suoni e parole che sappiano cantare e suonare tutte le melodie e mai risuonino come una condanna;
io sono Musicoterapista e la mia anima deve essere un terreno fertile per coltivare, attraverso la creatività, sentimenti ed emozioni;
io sono Musicoterapista ed il mio cuore non può essere insensibile, ma deve saper battere con tutti i ritmi del mondo.
Io sono Musicoterapista e sono, suono,  da essere umano per e con un altro essere umano.
Solo disumanizzando l’altro diventa possibile renderlo diverso, animale da soma, schiavo sessuale, capro espiatorio delle mie  paure, carne da cannone e da macello.
Io sono Musicoterapista e il mio campo d’azione non è il dorato salotto dei privilegi e delle risate che strappano lacrime; il  mio campo d’azione è nella trincea dell’umana sofferenza.
Ogni essere umano è (anche) un essere musicale, che vive in quella terra di nessuno, di tutti, in cui i confini sono aboliti.
E soltanto in questi luoghi potremo comporre, insieme, “la musica che guarisce”.
Giovanna Berna Coordinatrice Scientifica CUM – Musicoterapista presso ICO SALUS – Sorriso sul Mare – FORMIA (LT)
DiGiovanna Berna

Il CUM – Sanità aderisce alla giornata del 7 luglio 2018 “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”

Il“Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani per la Professione sociosanitaria – CUM-SANITA’” aderisce alla giornata del 7 Luglio 2018 “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”.

Siamo per una coscienza internazionale, contro le discriminazioni, per la promozione di pari opportunità, per affermare e vivere appieno ciò che è sancito nella “Dichiarazione Universale dei Diritti della Donna e dell’Uomo”, per la protezione e la promozione dei diritti umani e dei diritti civili, sempre più a rischio insieme alla libertà delle persone.

“I diritti sono un percorso di pace tendente alla riduzione della sofferenza umana”
Johan Galtung, premio Nobel per la pace.

DiPaolo Nuzzi

Il Direttore del Corso di Musicoterapia del Conservatorio di Mantova accorda il suo contributo al “Dossier Documentazione Sociosanitaria Partecipata”

Il direttore del corso di Musicoterapia  del Conservatorio di Mantova, dott. Livio Claudio Bressan, medico plurispecialista e neurologo al Bassini di Milano, nonché musicista pluridiplomato in Conservatorio e quest’anno insignito del prestigioso premio “Rosa Camuna”, conferitogli dalla regione Lombardia per meriti medico/scientifici per l’applicazione di terapie complementari, tra cui la Musicoterapia, ai pazienti affetti da Parkinson ed Altzheimer, approva l’operato del CUM per il riconoscimento della figura professionale del/ della Musicoterapista in ambito sociosanitario e accorda il   contributo del Conservatorio di Mantova al “Dossier Documentazione Sociosanitaria Partecipata”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONSIGLIO UNITARIO DEI MUSICOTERAPISTI ITALIANI-CUM-SANITA’

REGISTRATO ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE – DIREZIONE PROVINCIALE 1 DI ROMA – UFFICIO TERRITORIALE DI ROMA 2 AURELIO

 

N.8143   SERIE 3    DATA   12-10-2016 – CODICE FISCALE     97906320581