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DiPaolo Nuzzi

Convegno Nazionale CUM 15 settembre 2018

DiPaolo Nuzzi

Comunicato Stampa Convegno 15 settembre 2018

 

Comunicato Stampa

 

II Convegno Nazionale MUSICOTERAPIA Terapeutico/Riabilitativa e Sociale

La Struttura Sorriso Sul Mare ospiterà anche quest’anno, come già nel 2017, il II Convegno Nazionale di Musicoterapia del CUM (Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani). Il convegno avrà luogo il 15 settembre p.v,  presso la Struttura in Via Appia Nuova 72 a Formia dalle ore 9.30 alle ore 13.30 grazie alla disponibilità della Famiglia Sarra rappresentata oggi nella persona di Jolanda Sarra, che, nella continuità dei principi della famiglia (cura particolare dei degenti), crede fermamente nella validità di questi trattamenti. Sono infatti molti anni che questo tipo di attività viene svolto presso la struttura.

 

All’avvenimento saranno presenti la Dott.ssa Jolanda Sarra (Socia Onoraria CUM) insieme a buona parte della dirigenza della Sorriso Sul Mare, i vertici del CUM  rappresentati tra gli altri dal PresidenteDott. Rolando Proietti Mancini e alcune cariche istituzionali.

 

Il Convegno si propone di presentare e mettere a confronto le Esperienze di Musicoterapia, di illustrare i risvolti sociali dell’intervento terapeutico-riabilitativo, fare il punto sullo stato dell’arte del percorso di riconoscimento della figura del Musicoterapista e delle prospettive in funzione delle novità legislative sulle professioni Sanitarie e Sociosanitarie. Verranno affrontate le problematiche inerenti la prevenzione e l’assistenza sanitaria nel trattamento del Paziente e gli aspetti emozionali nella relazione musicoterapica e tra gli altri argomenti gli aspetti legati all’esibizione in pubblico delle persone con disabilità.

 

È il secondo convegno che viene ospitato presso Sorriso sul Mare e fa seguito a quello effettuato lo scorso anno, durante il quale i principi del CUM e della struttura hanno affinato le sinergie e sviluppato gli intenti comuni. L’intervento musicoterapico è destinato in prima istanza agli ospiti della struttura stessa, ma l’auspicio è che lo stesso possa essere adottato e replicato sempre di più presso gli altri istituti psichiatrici.

 

 

 

 

 

DiPaolo Nuzzi

lettera agli studenti

Gentile studentessa , studente,

Ragioniamo.

In questo periodo storico che si prolunga ormai da trent’anni, in Italia si sta sperimentando di tutto, per quanto riguarda la musicoterapia. E mentre si sperimenta, ci si confronta, sia sul piano scientifico, epistemologico,  istituzionale che giuridico. I legislatori ci osservano e vedono che molte realtà (associazioni e singoli) svolgono attività di musicoterapia e attività di formazione in musicoterapia, usando metodi (nel primo caso) e indirizzi (nell’altro) ben diversi; per cui essi stessi sono disorientati e non si decidono ad accogliere istanze di riconoscimento, specialmente se esse riguardano i segmenti professionali della filiera della salute. Finché non troveremo l’unità nelle procedure di ricerca, di prassi e di formazione professionale, non approderemo a nulla.

Nel frattempo molti colleghi fanno interventi di musicoterapia sotto mentite spoglie; altri, come nel mio caso, si sono messi addosso un’associazione; il sottoscritto presidente del CUM-Sanità, ha svolto questa professione come musicoterapista in un centro di riabilitazione convenzionato con la Regione Lazio.

La formazione è, si sa, sia pubblica che privata. La pubblica è gestita dal Miur, l’esercizio delle professioni è gestito dal Ministero di giustizia che nel nostro caso si coordina con il Ministero della salute. Fare un corso può essere lecito , ma non ha nulla a che vedere con l’esercizio della professione.

Moralmente ritengo che la cosa vada comunicata o, quantomeno, chiarita. Se ci fosse stato il riconoscimento della professione non esisterebbe il CUM-Sanità che sta operando proprio per ottenerlo.

La legge 4 non abilita all’esercizio della professione ma cerca di ordinare il mondo delle associazioni non organizzate  escludendo l’area sanitaria , che compete alle professioni riconosciute che trova nel sito del Min. della Salute. Un corso anche ottimo non abilita all’esercizio di una professione con al suo interno la parola terapia. Per approfondire consulti www.musicoterapista.it , il movimento per il vero riconoscimento.

Esistono, inoltre, dei master approvati dai conservatori. Il problema  non è nelle competenze messe in campo dalla docenza dei master ma è tutto istituzionale.

Le eccezioni che si possono sollevare sono molte, riguardo il riconoscimento e la riconoscibilità del titolo rilasciato.

Non voglio tediarti citando leggi dello Stato e decreti Miur ma ti assicuro che:

1- la Musicoterapia in Italia non è riconosciuta e quindi non esiste percorso formativo riconosciuto nè possibilità di rilasciare un diploma, ma solo un attestato. Il diploma può essere rilasciato solo dopo percorsi formativi inseriti negli ordinamenti didattici e assegnati ai settori delle discipline mediche o psicologiche o conservatoriali;

2- Non può essere riconosciuto nessun percorso formativo che non abbia le succitate caratteristiche neanche se condotto da un istituto legalmente riconosciuto come può essere l’Università o il Conservatorio, in quanto il corso non potrebbe essere abilitante all’esercizio della professione sociosanitaria del musicoterapista clinico perché tale professione non è ancora stata istituita e legalizzata.

3- nell’allegato dei bandi ci sono spesso parecchie imprecisioni. Una fra tutte è l’asserzione che il professionista che uscirebbe dal master sarebbe tutelato dalla legge 4/2013. Niente di più inesatto, in quanto, come affermato nelle premesse, quella del musicoterapista è una professione sociosanitaria e tutte le professioni che interagiscono con le patologie  non possono essere garantite dalla legge 4 ma debbono essere garantite da pubblici elenchi depositati presso il Ministero della Salute e non presso il Ministero dello  Sviluppo Economico come lo sono le professioni che hanno aderito alla legge 4/2013.

  1. Vi è il CUM-Sanità (cumsanita@gmail.com) che sta perseguendo il percorso del riconoscimento della professione con il decreto cosiddetto “Lorenzin” che ha riattivato la Legge 328/2000 denominando il professionista come “Musicoterapista Clinico” e quindi ha inserito una nuova professione.
  2. Altra contraddizione evidente è quella in cui, mentre si definisce quella del musicoterapista una professione che fa interventi terapeutici e riabilitativi (professione sanitaria), si afferma talvolta che è “riconosciuta ” dalla Regione (le Regioni non possono riconoscere professionalità sanitarie – ci sono molte sentenze ed enunciati ministeriali a riguardo) e garantita dalla legge 4/2013 (anche qui ci sono svariati enunciati dei vari ministri della Salute che negano questa garanzia perché confermano nel contempo che la musicoterapia è una professione sanitaria)

Dopo questa succinta premessa posso dire che ben vengano le sperimentazioni delle Università e dei Conservatori, ma il Biennio di Specializzazione in Musicoterapia può essere istituito soltanto se il Biennio va a completare una laurea magistrale in musicoterapia specializzandola e questa non può essere istituita se prima non si istituisce il triennio formativo di base in Musicoterapia il quale ultimo naturalmente potrebbe soddisfare anche chi intende lavorare con la musicoterapia in un settore che non sia clinico (legge 4/2013).

Tieni però sempre presente ciò che ho detto e mettiti in contatto, se vuoi, con il CUM Sanità. Ti aspettiamo.

Rolando Proietti Mancini.

Presidente CUM Sanità.

DiPaolo Nuzzi

Verbale incontro CUM/CEP

  Verbale Incontro Cum-Sanità – Consiglio di Direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi

In data 21 luglio 2018 si è tenuto in Assisi un incontro tra il Consiglio di direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia nelle persone di Laura Castaldo, Leonello Conficoni, Teresa De Angelis e Pio Enrico Ricci Bitti e le rappresentanze del Cum-Sanità, Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria, nelle persone del Presidente Rolando Proietti Mancini e del Tesoriere Francesco Pirone.

In prima istanza il Presidente del Cum ha relazionato sul percorso, effettuato dalla associazione, per la richiesta alle autorità competenti dell’attivazione dell’area delle professioni socio-sanitarie, dettagliando sulla necessità di predisporre una adeguata documentazione sulla realtà della professione del musicoterapista come da richiesta ministeriale. Nel contempo il Presidente di Cum-Sanità ha richiesto a questo scopo la adesione all’iniziativa da parte del Corso di Assisi, in considerazione del ruolo svolto negli ultimi decenni nell’ambito della formazione dei musicoterapisti.

Ricci Bitti, a nome del Consiglio di Direzione , ha sottolineato il ruolo prettamente formativo del Corso di Assisi, indicando l’opportunità che l’iniziativa proposta si basi prevalentemente sulle realtà professionali esistenti in Italia, individuando come interlocutori privilegiati i professionisti e le organizzazioni professionali che aggregano i professionisti della musicoterapia che già operano in ambito socio-sanitario; egli ha riconosciuto le oggettive difficoltà che rendono problematico il percorso di attivazione dell’area delle professioni sociosanitarie (fra cui quella del musicoterapista) e, a nome del Corso di Assisi, ha manifestato l’interesse del Corso stesso per l’iniziativa proposta da Cum-Sanità, manifestando la disponibilità a partecipare alla raccolta della documentazione sopra menzionata, per quanto possibile ad una istituzione che si occupa di formazione, nel rispetto delle tutele dei diritti degli autori di tale documentazione.

Ringraziando per il sostegno mostrato dalla Scuola di Musicoterapia di Assisi, Rolando Proietti Mancini, a nome del Cum-Sanità, ha garantito che ogni documento utilizzato allo scopo sarà protetto dalle norme vigenti e che la documentazione sarà presentata alle autorità competenti non come Cum-Sanità ma come Documentazione Sociosanitaria Partecipata nel rispetto delle Associazioni (fra cui l’AIM) e delle Scuole partecipanti, con riferimento esplicito della provenienza.

Per il Consiglio di Direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi

Pio Enrico Ricci Bitti

Per il Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria

Rolando Proietti Mancini

Assisi, 21 luglio 2018

DiPaolo Nuzzi

Dialogo Scuola Quadriennale di Musicoterapia di Assisi/CUM Sanità

DiPaolo Nuzzi

Audizione Regione Campania/Cum Sanità – 18/07/2018

DiPaolo Nuzzi

Dialogo Corso di Musicoterapia di Assisi/CUM Sanità

Il giorno 20 luglio 2018 il Presidente CUM Rolando Proietti Mancini ed il Tesoriere CUM Francesco Pirone hanno realizzato una serie di colloqui con la Direzione e gli Studenti della Scuola Quadriennale di Musicoterapia della “Pro Civitate Christiana” di Assisi attraverso due fasi:

 

  • Assemblea con gli allievi del quarto anno, durante la quale Rolando Proietti Mancini e Francesco Pirone hanno esposto la situazione legislativa ed i recenti sviluppi in merito;

 

  • Incontro con la direzione del Corso, durante la quale gli stessi hanno proposto un’ampia collaborazione nella realizzazione del “Dossier Documentazione Sociosanitaria Partecipata”.

 

In merito a quest’ultimo punto è stato raggiunto un accordo di condivisione e di costruttiva disponibilità ad operare insieme.

Nel breve periodo la Direzione del Corso Quadriennale di Musicoterapia di Assisi comunicherà ufficialmente le modalità della propria partecipazione.

 

Il Presidente Rolando Proietti Mancini

Il Tersoriere Francesco Pirone

 

DiPaolo Nuzzi

Audizione Regione Campania/Cum Sanità

Il 17 Luglio 2018 il Presidente Rolando Proietti Mancini e la Vicepresidente Stefania Fusco hanno realizzato una seconda audizione regionale, dopo quella della Lombardia gestita dalla coordinatrice CUM per il Nord Marta Mistrangelo, con la Commissione Sanità della Regione Campania, alla presenza del Presidente della Commissione e del Consigliere Francesco Borrelli.

Sono stati sviluppati i seguenti argomenti:

-esposizione della professione

-approfondimento fase legislativa

-condizione ed agibilità degli operatori

Si è stabilito un rapporto di consultazione nel quale la Commissione Sanità della Regione Campania ha dichiarato il sostegno al percorso in atto richiedendo al CUM Sanità l’inoltro costante di aggiornamenti, nella prospettiva, laddove necessario, di un sostegno costruttivo e comunicando l’attenzione e la disponibilità a sostenere il percorso del riconoscimento sociosanitario nell’ambito delle possibilità e compatibilità regionali.

Il Presidente Rolando Proietti Mancini

La Vicepresidente Stefania Fusco

 

 

 

DiPaolo Nuzzi

Musicoterapia ed Inclusione

Musicoterapia ed inclusione
Parlare di Musicoterapia ed inclusione appare sin da subito un pleonasmo.
La Musicoterapia è inclusione.
Presumere di entrare, attraverso il mezzo sonoro,  in una relazione terapeutico/riabilitativa,  in una relazione di aiuto, in una relazione che faciliti e promuova l’espressione di sé, la comunicazione con l’altro, l’integrazione di tutti e tutte  fra tutti e tutte,  pensando che qualcuno possa esserne  escluso è, appunto, un atto di presunzione.
L’articolo n.4 dello statuto del Consiglio Unitario dei Musicoterapisti Italiani per la Professione Sociosanitaria recita quanto segue:

Art. 4

“L’Associazione non persegue fini di lucro, è apartitica, aconfessionale, indipendente e sostiene la difesa dei diritti civili , della pace, della cooperazione tra i popoli contro ogni forma di emarginazione, razzismo e coercizione dei più deboli.”

Questo articolo non contiene semplici indicazioni generiche, ma un preciso impegno, professionale, sociale  ed umano.
Professionale, perché io sono Musicoterapista e sono solidale, con la sofferenza, con la  diversità, con chi è emarginato, stigmatizzato, escluso.
Sociale, perché abito nel mondo e lo devo  condividere  con ogni altro essere umano, perché non è mia la terra, non sua, non è “loro”, ma di noi tutti che, insieme, la calpestiamo.
Umano, perché non smetterò questa veste con l’orario di lavoro, ma la indosserò sempre, sarà la mia pelle, non la mia veste, in ogni istante della mia vita.
Io sono Musicoterapista e sono solidale, e sono  consapevole, devo essere consapevole,  che davanti a me c’è sempre un altro essere umano.
Noi Musicoterapiste e Musicoterapisti siamo chiamati a prendere una precisa posizione contro il razzismo.
Non sto parlando di politica, il razzismo non è politica, non è proposta per la convivenza civile, non è libertà di pensiero.
Sicuramente  è un reato contro l’articolo n.3 della costituzione italiana che dice:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Ma anche in ogni altro  luogo del mondo, non solo in Italia, il  razzismo è soprattutto una  gravissima e colpevole violazione dei diritti umani.
Viviamo un oscuro tempo in cui il razzismo, in tutte le sue ripugnanti forme, tenta,  strisciando, di addormentare le nostre coscienze, di atrofizzare i nostri pensieri,  inaridire le nostre anime, rendere insensibili i nostri cuori,  seppellire la nostra umanità.
Io sono Musicoterapista e la mia coscienza deve vigilare sempre sulle azioni che compio nei confronti dell’altro sofferente;
io sono Musicoterapista e i miei pensieri devono potersi tradurre in suoni e parole che sappiano cantare e suonare tutte le melodie e mai risuonino come una condanna;
io sono Musicoterapista e la mia anima deve essere un terreno fertile per coltivare, attraverso la creatività, sentimenti ed emozioni;
io sono Musicoterapista ed il mio cuore non può essere insensibile, ma deve saper battere con tutti i ritmi del mondo.
Io sono Musicoterapista e sono, suono,  da essere umano per e con un altro essere umano.
Solo disumanizzando l’altro diventa possibile renderlo diverso, animale da soma, schiavo sessuale, capro espiatorio delle mie  paure, carne da cannone e da macello.
Io sono Musicoterapista e il mio campo d’azione non è il dorato salotto dei privilegi e delle risate che strappano lacrime; il  mio campo d’azione è nella trincea dell’umana sofferenza.
Ogni essere umano è (anche) un essere musicale, che vive in quella terra di nessuno, di tutti, in cui i confini sono aboliti.
E soltanto in questi luoghi potremo comporre, insieme, “la musica che guarisce”.
Giovanna Berna Coordinatrice Scientifica CUM – Musicoterapista presso ICO SALUS – Sorriso sul Mare – FORMIA (LT)
DiPaolo Nuzzi

Il CUM – Sanità consegna la targa al Socio Onorario Don Enzo Bugea Nobile – Napoli 28 giugno 2018