DiGiovanna Berna

Riflessione su SEA WATCH: perché il CUM – Sanità non può restare muto, assente su chi vuole calpestare il diritto umano alla vita.

 

 

“….Se chiedo a ciascuno di voi

Che sogna di cambiare la vita sulla terra

Come si forma il mostro del potere

Lì, proprio lì, dove vivete,

Siete sicuri di sapervi rispondere

Esattamente?

 

Ciascuno umilmente si informi

Umile ma responsabile riferisca a chi non sa:

dai campi coi cartelli a quelli nuovi, più ipocriti,

Auschwitz sta figliando nel mondo,

non sentite l’odore del fumo?

I figli, pur diversi, gli assomigliano”.

 

 

Introduco la riflessione con degli estratti, molto eloquenti, a mio parere, tratti dal libro di  Danilo Dolci “Non sentite l’odore del fumo”. Vorrei che ci prendessero per mano e ci conducessero a riflettere e a meditare su ciò che non dobbiamo diventare: Golem che ripudiano la collettività, la solidarietà, il non sentirsi umano.

L’azione della Capitana Carole Rackete e del suo equipaggio ha dimostrato che si può portare il masso sulla cima del monte, parafrasando Sisifo ma superandolo: il migrante con il suo masso composto di vita, di dignità, di amore, pregno di essenza umana, lo spinge sulla montagna dell’indifferenza governata da un Golem e seppur naufragando, trova chi in nome del valore della vita umana è al di sopra di ogni altra considerazione: sfida fulmini e saette pur di salvarlo.

L’esigenza del CUM – Sanità è di testimoniare la sua partecipazione e la sua solidarietà, aggiungendosi alle tante altre voci che gridano di restare umani: umanità…ora e sempre umanità.

Da un lato c’è chi vuole restituire la vita a dei naufraghi, con spirito solidale e tanto coraggio, sfida le leggi, dall’altro lato c’è un Golem che legifera con l’intenzione di erigere muri, vietare l’ingresso al migrante, di calpestare i diritti umani.

Il CUM – Sanità, pur non entrando nello specifico legislativo, è dalla parte di chi “violando” le leggi ha ubbidito solo ad una legge: quella del mare.  Un naufrago va salvato costi quel che costi.

E poi l’azione di Sea Watch ha risposto a queste domande:

1) Perché le ONG vengono in Italia?

Perché le leggi internazionali chiedono di portare i migranti nel PRIMO porto SICURO.

2) Perché non li riportano in Libia?

Perché la Libia non è un porto sicuro: c’è la guerra e ci sono i campi di concentramento.

3) Perché non li portano in Tunisia?

Perché la Tunisia non ha firmato la Convenzione di Ginevra e perché in passato ha riportato i migranti in Libia.

4) Perché non li portano a Malta?

Li portano eccome a Malta! Malta ha accolto in proporzione molti più immigrati di noi e continua ad accoglierli. Però Malta non è sempre il porto più vicino, dipende dove viene effettuato il salvataggio (e bisogna guardare anche le condizioni del mare).
In questo caso il porto sicuro più vicino era Lampedusa (ci piaccia o no).

5) Perché l’Olanda e la Germania non se ne prendono un po’?

Ci sono 10 città tedesche che in realtà si sono dichiarate disponibili a farlo. Il problema è che mancano gli accordi internazionali. Salvini in questo anno di governo avrebbe dovuto fare questo tipo di accordi, ma è stato assente 6 volte su 7 alle riunioni. Se è sempre assente è difficile che riesca a fare accordi.

6) E quindi dobbiamo accoglierli tutti?

No, noi dobbiamo salvarli, perché i diritti umani vengono prima di ogni altra cosa. Il salvataggio si conclude quando le persone a bordo sbarcano in un porto sicuro. Il fatto dell’accoglienza poi dipende dagli accordi che i Paesi riescono a fare.

7) Ma la Sea Watch ha violato le leggi italiane?

La Sea Watch ha violato il decreto di Salvini, ma ha agito secondo il diritto del mare e l’articolo 10 della nostra Costituzione.

Magari così si capisce meglio. @Fonte : Jack Son

Il CUM – Sanità sottolinea e  ribadisce con forza  l’ Art. 10 della Costituzione italiana

 

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

 

E la  “Dichiarazione universale dei diritti umani”, di cui si riportano alcuni articoli:

 

Articolo 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

 

Articolo 2  Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

 

Articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

 

Articolo 4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

 

Articolo 5 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

 

Articolo 9 Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 13 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

 

Articolo 14 1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. 2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

 

30 Giugno 2019                                                                          Francesco Pirone

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giovanna Berna editor

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