Relazione del Presidente Rolando Proietti Mancini all’Assemblea Annuale CUM -Formia 15 Settembre 2018

DiGiovanna Berna

Relazione del Presidente Rolando Proietti Mancini all’Assemblea Annuale CUM -Formia 15 Settembre 2018

 Assemblea CUM -Appunti del Presidente

Il Cum-Sanita, Consiglio Unitario Musicoterapisti Italiani per la professione sociosanitaria    ( gia’  attivo come Comitato Nazionale Musicoterapia Democratica  per un decennio ) e’ in attivita’ da 2 anni e nasce come movimento professionale per il riconoscimento nel ruolo sociosanitario.

Al fine del raggiungimento dell’obiettivo del riconoscimento della professione svolge periodicamente convegni e seminari , alcuni recentemente :-

-a Milano

-a Napoli

-a Formia

sui temi della musicoterapia nella scuola , nella sanita’ , nella societa’.

Stabilisce contatti costruttivi con numerose istituzioni:_

-Parlamento della Repubblica

-Ministero Salute

-Miur

-Regioni

-Provincie

-Comuni

-Sindacati

-Associazioni professionali

-Esponenti scientifici del settore

-Partiti politici regionali e nazionali

-Conservatori

-Centri di riabilitazione

Pubblica articoli di settore su quotidiani , siti e blog nazionali

Mantiene contatti professionali attraverso la rete con numerosi professionisti

E’ stato convocato in audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera per sollecitare l’attivazione dell’area delle professioni sociosanitarie  , ora art. 5   del DDL Lorenzin.

Fa parte della consulta delle professioni suscitata dalla Cgil Nazionale

Ha rapporti di collaborazione con l’AIM e di Consultazione con la Confiam e l’Apid ed altre realtà di settore

Ha realizzato una petizione nazionale per la ragione sociale raccogliendo 3347 firme

Ha in programmazione un convegno Ecm di informazione per le professioni sanitarie regolamentate.

Recentemente ha svolto audizioni presso la Regione Lombardia e Campania.

Recentemente:-

Ha inviato in data 7-2-2018 una lettera ufficiale agli uffici competenti del Ministero della Salute , avente come oggetto :-

“ Richiesta di avviamento delle procedure previste dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3 * , Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonchè disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute

nello specifico proposta di valutazione di inserimento nell’area delle professioni sociosanitarie , art. 5 della normativa , della professione del musicoterapista.”

Ha incontrato presso la sede del Miur le dirigento del Ministero della Salute e del Miur Rinaldi e Lanzafame martedi’ 20 marzo 2018 avendo conferma dalla Dott.ssa Rinaldi di conferma dell’apertura della procedura di candidatura della professione all’interno dell’area delle professioni sociosanitarie ed in quel contesto la richiesta dell’invio preliminare della documentazione definita dossier musicoterapia.

Ha incontrato il Capo di Gabinetto del sottosegretario alla Salute Bartolazzi , Prof. Sciacchitano , il quale ha chiesto la contemporanea consegna del dossier al suo ufficio per il necessario ruolo del settore politico al fianco dei dirigenti amministrativi.

Organizzazione in schema

Attività :-

-rapporti con uffici legali ed esperti di settore

-rapporti con il commercialista

-esecuzioni direttive commercialista

-trasferte all’ufficio delle entrate

-contatti telefonici continui membri direttivo

-gestione amministrativa soci con permanente aggiornamento della documentazione

-richiesta di documentazione non pervenuta

-programmazione , preparazione , realizzazione assemblee direttivo e riunioni skype

-amministrazione riunioni

-ricerca di mercato nel settore siti web e copertura assicurativa

-rapporti frequenti con il webmaster

-rapporti con scuole di formazione

-rapporti con centri di riabilitazione

-rapporti con le professioni sanitarie

-rapporti sindacali

-rapporti ministeriali

-trasferte per diffusione della ragione sociale

-audizioni parlamentari e regionali

-programmazione e realizzazione convegni

-programmazione , realizzazione e gestione della documentazione sociosanitaria partecipata nazionale , DOSSIER

-razionalizzazione delle attivita’ permanente di segreteria

-consigli specifici a richieste di informazione

-programmazione , realizzazione permanente dell’economato

-osservatorio e contatti con il mondo degli studenti

-contatti permanenti per risoluzione delle criticità quotidiane

-rapporti con Aim , Confiam , Assisi , Consulta professioni , esperti di settore, Isfom , Conservatorio di Mantova , etc.

(alcune attività hanno subito ritardi o sospensioni per problematiche familiari che hanno ridotto l’attività del presidente).

Ipotesi -Bozza di strategie e tecniche di sviluppoDi fronte ad evidenti fenomeni di difficolta’ e disagio in ampi settori sociali riguardanti l’area della comunicazione , dell’espressivita’ e della gestione emozionale , riteniamo necessario sollecitare un percorso di confronto interdisciplinaretra tutti gli operatori sonori impegnati nell’area espressiva , artistica ,educativa , riabilitativa , terapeutica , in sintesi tra tutte le aree professionali che utilizzano prevalentemente l’elemento sonoro nei contesti artistici , sociosanitari , di ricerca.

Nello sviluppo della ricerca specialistica ( ad es. musicologica , etnomusicologia , musicoterapica , di psicologia della musica , ed esperienze collaterali) , insieme alla crescita e all’arricchimento scientifico e culturale , emerge la necessita’ di una messa in circuito delle esperienze che via via si compiono , facendo in modo che l’area espressiva ne usufruisca positivamente e dando piu’ forza alla dignita’ professionale degli operatori.

Nello sviluppo specialistico e di parcellizzazione della ricerca , molto spesso la musica viene inserita in ambiti educativi , riabilitativi e terapeutici.

E’ il caso ad es. della musicoterapia ; le esperienze di ricerca applicata in questo campo devono poter essere vivificanti e ricostituenti per molti ambienti sociali .

E’ generalmente noto , nello specifico , come il neonato entri a far parte di un ecosistema , anche sonoro , e lo modifichi (e ne vienga modificato ) profondamente ; egli tende a realizzare un processo di complementarieta’ anche e soprattutto con l’ambiente sonoro , attraverso un meccanismo interattivo che definisce i confini della reciproca compatibilita’.

Considerando negativamente lo stato dell’ecosistema sonoro metropolitano , si puo’ affermare che occorra una particolare capacita’ esplorativa e comunicativa ed una modificabilita’ ed adattabilita’ dei propri ritmi e scelte comportamentali , che non sono spontanee in generale ma che possono essere apprese con l’esperienza , soprattutto se guidati dall’interazione con persone esperte e professionalmente preparate.

Se cio’ vale per il bambino normodotato a maggior ragione vale per il disabile , il quale ha problemi (sensori sporchi) nell’esplorare e gestire l’ecosistema.

Scopo dell’operatore e’ quello di incrementare la variabilita’ e modificabilita’ adattiva sonora , attraverso la modulazione mirata delle perturbazioni presenti nella nicchia ecologica sonora (inizialmente nel dialogo sonoro).

Fondamentale sappiamo e’ l’esplorazione del confine tra limiti e possibilita’ sonore , facilitando l’individuo a produrre variabilita’ , autorganizzazione , riflessione , confronto , commento verbale e non verbale dell’esperienza stessa.

In questo particolare aspetto quindi educare e riabilitare (apprendimento in condizioni patologiche ) musicalmente e’ un processo con una base epistemologica comune :- significa consentire all’individuo , con o senza danno delle funzioni di comunicazione parametrica sonora , di continuare a costruire la propria identita’ sonora caratteristica , a variare i parametri sonori ed a costruire significato musicale , utilizzando la voce e gli strumenti musicali.

Uno di questi settori e’ il multiforme e variegato arcipelago di ricerca musicoterapica , il quale si sviluppa anche nel settore piu’ propriamente clinico e terapeutico. Si deve escludere dal mondo dell’espressivita’ sonora?

Intendiamo sviluppare una riflessione comune che contribuisca a collocare tali studi e ricerche nell’alveo del mondo della musica non confondendo la musicoterapia con la musica IN terapia.

A nostro avviso , nel massimo rispetto della funzione sociale , coinvolgente , comunicativa , umana , etc. , della musica in generale ,  osserviamo nello specifico che la musica può anche essere usata negativamente ( ricordate Arancia Meccanica e Qualcuno volò sul nido del cuculo? ) o per indurre stati d’animo artificialmente. La sommatoria ” musica piu’ medico ” non significa terapia ; la musica ha molte valenze in un contesto adeguato , collegata alla cultura dello stesso . La presenza della musica o della danza in un reparto ospedaliero o in un centro di riabilitazione e’ potente come impatto , ma a volte rischia di essere purtroppo un vaso fiorito in una casa malandata. La descrizione di un’esperienza simile suscita generalmente nell’osservatore ammirazione ed emozione , come una parete colorata in un reparto pediatrico , ma ciò non basta a definire l’evento come terapeutico. La terapia quando avviene in un contesto corale , condiviso , empatico , condotta da una equipe armonica , ha una musica interna già di per sè.
In contesti disarmonici e scoordinati e’ innegabile verificare che la musica “armonica” proposta da professionisti formati ha a volte il potere di agire da contenitore positivo , ma in generale non e’ la musica che conta ma il musicoterapista , non e’ il mezzo ma il modo. Per questo non siamo del parere di chiamare terapia la musica o la danza quando si svolge in un contesto sanitario. La musicoterapia , per l’esperienza di una storia partecipata di ricerca applicata mondiale , e’ un’altra cosa ; non e’ musica piu’ terapia ma e’ musica come terapia , e’ un incontro tra il mondo della musica e quello della terapia , che non restano uguali a se’ stessi ma cambiano qualcosa entrambi..

La musicoterapia caratterizzandosi culturalmente ed istituzionalmente come disciplina e ricerca autonoma dai contesti di formazione musicale , rischierebbe di indurre nell’immaginario collettivo un’idea conseguente di impoverimento della “musica intera” , privata della “musica interna” (rimarrebbe alla musica l’esposizione asettica estetico-intellettuale? La specializzazione esecutiva?).

Si pone quindi la questione della riappropriazione (ecologia della musica) da parte del mondo sonoro delle sue funzioni nel contesto delle contemporanee ricerche settoriali ed iperspecialistiche. Non si deve , a ns. avviso , sanitarizzare la musica , o “musicalizzare” le strutture socio-sanitarie attraverso la dislocazione ed il decentramento delle istituzioni musicali unitamente alla collocazione nelle strutture sociosanitarie di alcune attivita’ del circuito musicale pubblico e privato.

 

Ripetiamo pertanto che la musicoterapia non e’ musica piu’ terapia( si pensi alle evidenti differenze estetiche , di obiettivi , strategie e verifiche) ma e’ musica come terapia , e’ un incontro tra il mondo della musica e quello della terapia , che non restano uguali a se’ stessi ma cambiano qualcosa entrambi.

Intendiamo proporre al mondo artistico musicale , educativo , riabilitativo e terapeutico , musicologico e di ricerca , un processo di collocazione territoriale al quale invitiamo anche le strutture sociosanitarie locali che realizzano attivita’ musicali , i gruppi musicali , i centri educativi , i locali musicali , i centri di ricerca sonora , di etnomusicologia , di pedagogia e psicologia della musica , per dar vita ad un ARCIPELAGO SONORO ESPRESSIVO , centro studi e documentazione sulle funzioni ed i modi d’uso della musica “interna” e della musica “intera” , che intendiamo tutelare promuovendo il recupero e la rivitalizzazione delle sue varie funzioni. A tale scopo potremmo fare appello al mondo della musica istituzionale , e non , affiche’ si esprima in merito aderendo all’ipotesi culturale nascente sottoscrivendo a titolo di promotori un manifesto ed esponendo ad esempio sulla propria stampa di attivita’ la scritta :-QUESTO EVENTO (O ATTIVITA’) “ADERISCE ALL’ ARCIPELAGO SONORO ESPRESSIVO” o simile.

Territorialmente si potrebbe proporre di dare vita ad ARCHIVI SONORO ESPRESSIVI LOCALI , composti da :–esperienze musicali-gruppi musicali-insegnanti , scuole di musica-istituzioni musicali decentrate-esperienze musicoterapiche individuali e collettive-scuole statali e private , universita’-centri di riabilitazione con attivita’ sonore-centri sanitari con attivita’ sonore-centri socio-sanitari interessati-centri studi sonori e musicali-negozi musicali-biblioteche con settori sonori e musicali-centri ambientalisti impegnati nel campo dell’inquinamento sonoro-musicologi , etnomusicologi-persone interessate , etc.

Potrebbe essere compito dei firmatari di una proposta partecipata stilare un documento ed elaborare un TESTO INIZIALE l’accettazione del quale potrebbe essere necessaria per esporre una adesione che comunichi con il pubblico l’appartenenza alla RETE .

La presenteipotesi-bozza intende fare in modo che la MUSICA INTERA , in tutte le sue funzioni e potenzialita’ espressive , educative , riabilitative e terapeutiche , continui a vivere e svilupparsi nella sua complessita’ , globalita’ e totalita’ , nell’area comune e condivisa che potremmo definire ECOLOGIA DELLA MUSICA cosa che potrebbe permettere lo sviluppo della conoscenza e diffusione della musicoterapia vera in un contenitore piu’ vasto rendendo piu’ forti i musicoterapisti.

Rolando Proietti Mancini Presidente CUM

Formia li  15-9-2018

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Giovanna Berna editor

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